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Saluzzo
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mwhgSaluzzo (mwhwSalussecite-ref-4[4] in mwjapiemontese) è un mwjqcomune italiano di mwjg17 573 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkwprovincia di Cuneo in mwlaPiemonte.
Capitale per oltre quattro secoli, dal 1142 al 1548, del mwlgmarchesato a cui diede il nome, è un borgo medievale del mwlwPiemonte e mwmasede vescovile.cite-ref-5[5] Situata ai piedi del gruppo montuoso del mwnqMonviso, allo sbocco delle valli mwngPo, mwnwBronda e mwoaVaraita, è sede del mwoqParco del Monviso.
Dal 1º gennaio 2019 ha incorporato il comune limitrofo di mwowCastellar.
Contents
• Storia
• Clima
• Duomo
• Società
• Cultura
• Stampa
• Cucina
• Frazioni
• Economia
• Ferrovie
• Tranvie
• Sport
• Calcio
• Basket
• Rugby
• Simboli
• Note
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Storia
All'epoca romana risale il culto del patrono cittadino, mwqasan Chiaffredo, un soldato della legione tebea martirizzato in mwqqPiemonte nel mwqgIII secolo, e le cui le reliquie furono traslate a Saluzzo soltanto nel mwqwXVII secolo. Della città chiamata Saluzzo non si conosce la data esatta di fondazione. I ritrovamenti archeologici ci informano del fatto che nel territorio furono presenti insediamenti romani ed in seguito longobardi: presso la cappella di San Dalmazzo, sulla collina a metà strada fra Saluzzo e Manta fu trovata nel XIX secolo l'"epigrafe di Simplicio", epigrafe funebre di tale Simplicio, morto nel 645 e mwraconductor (conduttore) di un fondo d'origine romana. Questa epigrafe potrebbe indicare la presenza di un primitivo insediamento legata alla fase più arcaica della cristianizzazione della regione, indicata dall'intitolazione della cappella a san Dalmazzo detta mwrqin montensis, probabilmente fondata dai monaci dell'abbazia di San Dalmazzo (la cui presenza è indicata fin dal 1020 come dipendente dalla Pieve di Santa Maria). La denominazione viene dal bisogno di distinguerla da un'altra omonima cappella detta mwrgin campanea, ovvero in pianura, sorta sulla strada fra Saluzzo e Cardè, esistente probabilmente già nel IX secolo e oggi scomparsa.
Altra testimonianza della diffusione del Cristianesimo si può trovare nella presenza del monastero benedettino, oggi non più esistente, legato all'opera di sant'Eusebio (IV secolo) presso la frazione di Colombaro dei Rossi, legato all'abbazia di Santa Maria di Cavour e definito come basilica in un documento del 1020. Lo storico locale mwsaDelfino Muletti ricostruisce quello che accadde in seguito all'arrivo dei Franchi, quando il Saluzzese fu sottoposto alla contea di mwsqAuriate e governato da un certo Rodolfo, il cui successore fu un altro nobile franco, Roggero, che lasciò a sua volta la contea al figlio, Arduino Glabrione. Il nipote di Arduino, mwsgOlderico Manfredi, fu anche marchese di Torino e proprio in un suo documento del 1028 (fondazione dell'abbazia di mwswCaramagna) troviamo citato per la prima volta il castello di Saluzzo, detto mwtaCastel soprano, sorto sulla sommità della collina e distrutto in un assedio nel 1363. Dopo alterne vicende, diventò signore del territorio mwtqBonifacio del Vasto (pronipote di Olderico Manfredi), il cui figlio mwtgManfredo fu il primo marchese di Saluzzo.
A quell'epoca non esiste ancora un centro urbano.Si formano piccoli insediamenti sparsi attorno ai luoghi di potere e di culto della zona: oltre al Castel soprano, con l'annessa cappella di San Siro (ricordata in un documento del 1203) e cui succedette un'altra chiesa dedicata a san Lorenzo (oggi ancora esistente e già ricordata nel 1192) e le già menzionate abbazia di Colombaro dei Rossi e le cappelle di san Dalmazzo, importanti furono anche la chiesa di San Martino (XII sec.) e soprattutto la pieve di Santa Maria, attestata la prima volta nel 1017, dipendente dalla prevostura di Santa Maria di Testona e da cui dipendevano, oltre le già citate cappelle anche quelle di San Nicola (sulla strada per Pagno), San Michele e Santa Caterina. Da quel momento, Saluzzo acquistò potere in quel che sarebbe diventato, alla fine dell'mwuaXI secolo, il prestigioso mwuqmarchesato omonimo. Da allora, una dinastia di quattordici marchesi si succederà alla guida del piccolo Stato di confine mantenendo, anche grazie ai legami politici con la vicina mwugFrancia e con il mwuwMarchesato di Mantova, la propria autonomia politica e giungendo perfino a contendere con i mwvaSavoia il predominio dello stesso Piemonte.
Dal mwvg1142, con mwvwManfredo, figlio del marchese mwwaBonifacio di Savona, ebbe inizio una dinastia marchionale che portò la piccola mwwqcurtis a diventare una fiorente capitale. Il Marchesato raggiunse l'apice della propria fortuna nel mwwgXV secolo, sotto i successivi governi di mwwwLudovico I e mwxaLudovico II quando alla prosperità economica corrisponde il crescente splendore di arti e lettere. Nel mwxq1511 mwxgMargherita di Foix, vedova di Ludovico II, ottiene da mwxwpapa Giulio II l'istituzione della mwyadiocesi. In questi anni, nel borgo di Saluzzo, distribuito a ventaglio sulla collina e racchiuso da una cerchia di mura, furono costruite le dimore rinascimentali dell'aristocrazia locale e, subito fuori dalle mura, il duomo, che ripropone forme medievali, a simboleggiare l'antichità della dinastia. Al massimo della sua espansione, il controllo si estendeva su una vasta sezione dell'arco alpino occidentale, con le valli mwyqPo, mwygVaraita, mwywMaira, mwzaGrana e mwzqStura, alle quali concesse ampie autonomie, come nel caso dell'mwzgAlta Val Maira a monte di mwzwSan Damiano Macra. Tra i suoi domini in pianura invece, figuravano mwaaCarmagnola, mwaqIsolabella e mwagValfenera, mentre sulle mwawLanghe facevano parte del nobile marchesato i castelli e borghi di mwbaCastiglione Falletto, mwbqLequio Berria, mwbgDogliani con mwbwBelvedere Langhe, mwcaRoddino, mwcqCissone e mwcgBonvicino, quindi mwcwMarsaglia, mwdaMombarcaro e mwdqCamerana.
Nel corso del XII e XIII secolo si formò il primo centro urbano, quello che oggi è il centro storico. Esso si estende a ventaglio sulla collina e si divide in tre grandi quartieri: borgo Valoria (secondo il Muletti deriva da mwdwVallatoria, termine tardo-latino per indicare delle fortificazioni su un pendio), borgo di Mezzo e borgo san Martino (per la vicinanza dell'omonima chiesa). Per proteggere il nuovo insediamento vennero costruite fra il 1271 e il 1286 un primo giro di mura che si raccordavano nel nuovo castello dei marchesi, la Castiglia, voluto da Tommaso I. Seguendo l'andamento est-ovest vennero aperte sei porte nelle mura: del Castello, dell'ospedale (per la vicinanza di un ospizio a servizio dei viaggiatori e dei mendicanti voluto da Federico I), dei Mondagli (dal nome di una famiglia che qui vicino aveva la residenza, strutturata su un cortile interno e abbattuta nel 1890, qui si svolgevano alcuni mercati e venivano affissi i bandi), Fia (dal nome di una famiglia che qui abitava e che aveva nello stemma un albero di fico, anche qui venivano affissi i bandi), Gaifera e Pisterna. Per proteggere la nuova espansione urbana venne costruita nel 1379-80 un secondo cerchio di mura. In esso vengono aperte tre porte: Santa Maria (per la vicinanza dell'omonima pieve), Vacca (dal nome di una famiglia nobile che qui vicino risiedeva) e San Martino. I tre borghi precedenti si allargano e vengono suddivisi ulteriormente in superiore e inferiore. Nella parte alta si concentrarono i palazzi della nobiltà legata ai marchesi e i principali edifici di governo, nella parte bassa si concentrarono le abitazioni della gente comune e le principali attività economiche tra cui si possono annoverare i diversi mulini, esistenti fin dal XII secolo e usati fino al XX secolo che utilizzando l'acqua di un canale deviato dal rio Torto (e che scorre tuttora nel basso centro storico) erano le principali fonti di ricchezza dei marchesi.
Il 29 ottobre 1511, con la bolla pontificia mweqPro Excellenti di papa mwegGiulio II Della Rovere, Saluzzo venne elevata a mwewdiocesi. Fu un evento storico molto atteso e di grande rilevanza per la capitale del marchesato; il primo vescovo di Saluzzo fu monsignor Giovanni Antonio Della Rovere che fu anche nominato Gran Priore dell'Ordine degli Ospitalieri Gerosolimitani.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7] Fatale fu la mancata conquista del vicino mwhqlibero comune di mwhgSavigliano, alleato dei Savoia e del mwhwMarchesato del Monferrato, altrettanto importante, e che venne invece annesso al mwiaDucato di Mantova. La sua acquisizione avrebbe potuto contenere l'espansionismo sabaudo nel Basso Piemonte. Dunque, la figura politica dei suddetti marchesi perse d'importanza, fin ad assoggettarsi a mwiqFrancesco III Gonzaga. La progressiva perdita d'indipendenza, ridusse Saluzzo a periferico borgo a partire dalla seconda metà del mwigXVI secolo. Indebolito da lotte intestine tra i discendenti di Ludovico II, nel mwiw1548 Saluzzo fu annesso alla Francia di mwjaEnrico II di Valois, con la deposizione dell'ultimo marchese mwjqGabriele Ludovico. Approfittando delle guerre intestine che imperversavano nella Francia del cugino mwjgEnrico III, al finire del mwjw1588 il Duca mwkaCarlo Emanuele I di Savoia occupò militarmente il marchesato, ancora soggetto alla protezione francese. L'anno successivo, il nuovo re di Francia (già re di Navarra fino al 1589), mwkqEnrico IV, gli intimò la restituzione del territorio, ma Carlo Emanuele I si oppose, iniziando una guerra contro i francesi. La maggior parte delle battaglie si svolsero in mwkgAlta Val Susa e in mwkwVal Chisone, ma non durarono molto e si conclusero il 2 maggio 1598 con la cosiddetta mwlapace di Vervins. A mitigare le successive dispute interverrà anche mwlqpapa Clemente VIII ma, col mwlgTrattato di Lione del mwlw1601, Carlo Emanuele I ottenne il dominio del marchesato, annettendolo ai domini di casa Savoia e perdendo il mwmaBugey, che passò al regno di Francia..
Nel mwmg1690, dopo aver sconfitto mwmwVittorio Amedeo II a mwnaStaffarda, Nicolas de Catinat de la Fauconnerie occupò nuovamente Saluzzo, ma fu soltanto una breve parentesi; ben presto la città e il suo territorio rientrarono nell'ambito dei domini sabaudi. Con una nuova occupazione francese nel mwnq1798, Saluzzo divenne la sede della Sottoprefettura del mwngDipartimento della Stura. Poi, a seguito della mwnwcaduta dell'Impero francese con la restaurazione da parte dei Savoia nel mwoa1814, Saluzzo divenne mwoqcapoluogo di provincia fino al mwog1859, anno in cui il titolo passò a mwowCuneo.
Fino al XVIII secolo la città rimase essenzialmente limitata al nucleo medievale. Oltre si estendevano orti suburbani, campi e pochi edifici come cascinali, ma soprattutto il duomo. Tra XVII e XVIII secolo, nel borgo di San Martino fu costruito ed ingrandito ad opera dei Savoia il quartiere militare dopo la definitiva acquisizione della città nel 1601, complesso che ospitò reparti di cavalleria sabaudi fino alla Grande Guerra. Nel corso del mwpq700 furono realizzati inoltre l'ospedale sulla "via antica per Savigliano" e il grande isolato di edifici intervallato da cortili che si estendeva dalla cattedrale alla via per Torino e che delimitava la Contrada della Rubattiera, oggi Corso Italia (da mwpgrubat, cilindro scanalato in legno mosso da buoi o cavalli e usato durante la battitura collettiva del grano). In questo lasso di tempo vengono costruiti il convento e il collegio dei Gesuiti, nell'antico paschero pubblico del Borgo superiore di mezzo tra i due cerchi di mura (1711, oggi municipio) e diverse chiese nella parte bassa (S. Nicola completata nel 1662, Croce Nera nel 1761, Santa Maria della Stella a inizio '700).
Nel 1859, con il mwqadecreto Rattazzi che riorganizzava la struttura amministrativa del Regno sabaudo, in seguito all'annessione del Regno lombardo-veneto, Saluzzo divenne capoluogo di circondario (uno dei quattro in cui era suddivisa la provincia di Cuneo) a suo volto suddiviso in 14 mandamenti. Esso copriva oltre al Saluzzese storico, ad eccezione del Val Maira, anche Savigliano e Racconigi. La città rimase capoluogo fino al 1926, quando il circondario fu soppresso e confluì in quello di Cuneo. Persa molta dell'importanza strategica che aveva avuto nei secoli, la città rimase nel corso del XIX e XX secolo un tranquillo centro di provincia. Conobbe una relativa industrializzazione, limitata peraltro al settore tessile e rimanendo esclusa dalle principali rivendicazioni operaie di fine '800. Fu infatti mwqqcasaforte di esponenti politici filo-giolittiani. Lontana dai fronti della prima guerra mondiale, che la città pagò con 209 caduti, fu però centro di arrivo di numerose famiglie profughe o allontanate perché sospette alle autorità militari, provenienti specialmente dalla Valli Judicarie (comuni di Condino e Brione) e dalla Val Sugana (Scurelle,Samone e Spera), in Trentino. Tra il 1915 e il 1919 la città ospitò tra le 1000 e le 2500 persone.cite-ref-8[8] Il primo dopoguerra, a differenza di altri centri più industrializzati della provincia fu poco turbolento. Nonostante un aumento degli operai per l'impiego nelle industrie belliche, la città conobbe pochi episodi di mobilitazione, scioperi ed occupazione, nonostante l'attivismo della sezione socialista locale. Durante il fascismo, dal 1927 al 1944 il sindaco fu sostituito da un podestà.
Solo nel corso del mwrwXIX secolo la città oltrepasso i confini medievali:
• negli anni'50 fu costruita la stazione ferroviaria con la ferrovia per Savigliano (1857) e la piazza antistante (oggi piazza Cavour)
• negli anni '80 fu costruita la stazione della tramvia, perno dell'estesa rete tranviaria del saluzzese: Saluzzo-Busca-Cuneo, Saluzzo-Torino/ Carmagnola, Saluzzo-Revello-Paesana, Saluzzo-Pinerolo
Alla fine del 1938 la piccola comunità ebraica di Saluzzo contava 45 membri.cite-ref-9[9] Negli anni della mwuaseconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1943, giunsero a Saluzzo in internamento libero 28 profughi ebrei (incluse famiglie con bambini: una neonata, figlia di internati, nacque in paese il 13 luglio 1942). Dopo l'8 settembre 1943, con l'occupazione tedesca, il gruppo degli ex-internati prontamente si disperse. Alla fine tutti gli ex-internati riuscirono a salvarsi (alcuni trovando rifugio in Svizzera, altri rimanendo nascosti in zona, altri dirigendosi verso Sud incontro all'esercito alleato).cite-ref-10[10] Per gli ebrei residenti (o sfollati) a Saluzzo invece la sopravvivenza fu precaria: 28 di loro saranno arrestati a Saluzzo e deportati ad Auschwitz.cite-ref-11[11]
Geografia fisica
Territorio
«V'è un sol Monviso sulla terra, un solo gruppo di monti come quello, un solo Pian che s'agguagli di Saluzzo al piano.»
Saluzzo abbraccia un vasto territorio, dando l'ingresso alla mwyaValle Po in mwyqprovincia di Cuneo, la valle che porta al mwygMonviso e alle sorgenti del fiume mwywPo. Un po' più a sud, Saluzzo dà anche l'ingresso alla mwzaVal Varaita. Tuttavia, essendo già in una zona semi-pianeggiante, non fa parte delle relative comunità montane. A nord invece, Saluzzo confina con mwzgCardè, mwzwTorre San Giorgio, mw0aMoretta e mw0qScarnafigi. A est confina con mw0gLagnasco, mentre a sud con mw0wManta, a ovest con mw1aRevello e mw1qPagno.
Dal punto di vista storico e culturale, Saluzzo rappresenta un tipico esempio di mw1warchitettura medievale piemontese conservando, stretta nel circuito delle antiche mura, le caratteristiche di diverse epoche. Capitale per ben quattro secoli di un mw2amarchesato indipendente, le numerose testimonianze del suo nobile e ricco passato ne confermano il ruolo di città d'arte.
Oltre che ad alcuni nobili marchesi, Saluzzo ha dato il natale a molte personalità, tra le quali lo scrittore Silvio Pellico e il tipografo Giovanni Battista Bodoni, e in tempi più recenti, il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ucciso dalla mafia nel 1982.
Clima
Saluzzo ha un mw5gclima tipicamente continentale, con poca foschia e nebbia nei mesi autunnali e invernali, precipitazioni a carattere nevoso in inverno e miti temperature in primavera. Particolarmente calda l'estate, mitigata però dall'aria fresca proveniente dal Monviso. In base ai dati forniti dalla locale stazione meteorologica, la temperatura media del mese più freddo (gennaio) si attesta a +1,1mw5w °C; quella del mese più caldo (luglio) è di +21,8mw6a °C.
Origini del nome
Le prime notizie certe si hanno in merito a reperti d'mw6wepoca romana; tuttavia, si hanno forti ipotesi di antichi insediamenti mw7acelto-liguri.
A tal proposito, il toponimo potrebbe derivare da mw7gSaliis, nome dato dagli mw7wantichi romani intorno al mw8aII secolo a.C. a una preesistente popolazione mw8qligure delle mw8gAlpi Marittime (chiamati anche mw8wCapillati). Alla tribù, fu poi aggiunto il termine germanico-longobardo mw9ahutzen, "capanne". Altre ipotesi lo farebbero derivare dalla mw9qcurtescite-ref-13[13] padronale mw-glongobarda (mw-wVI secolo circa), chiamata nella loro lingua mw-asala, mw-qsalucula. Altre ipotesi ancora lo farebbero derivare da mw-gacquae salutiarum, in riferimento a una fonte termale non ben precisata (forse lo stesso vicino fiume mw-wPo).
Monumenti e luoghi d'interesse
Duomo
La mwaqgcattedrale di Saluzzo, altresì nota come mwaqkDuomo, dedicato a Maria Vergine Assunta, si distingue per le sue forme mwaqotardo-gotiche; costruito fuori dalle mura appena oltre mwaqsPorta Santa Maria tra il mwaqw1491 ed il mwaq01501, fu sede vescovile a partire dal mwaq41511. La facciata è in mattoni a vista, ornata da tre portali sormontati da ghimberghe in terracotta che ospitano statue degli apostoli (portale centrale), mentre sopra i laterali vi sono il patrono mwaq8San Chiaffredo e mwaraSan Costanzo. L'interno presenta una copertura composta da volte a crociera, mentre di grande impatto è l'altar maggiore barocco con mwareundici statue lignee di mwariCarlo Giuseppe Plura e collaboratori.cite-ref-14[14] Nella navata centrale si può ammirare un prezioso crocefisso ligneo trecentesco. A sinistra dell'altare maggiore c'è la cappella del SS. Sacramento, con un polittico dell'artista fiammingo di origini francesi mwarcHans Clemer, meglio noto come mwargMaestro d'Elva.
Chiesa di San Giovanni
Questo esempio di costruzione gotica fu la chiesa principale della città fino al 1501. Inserita nel contesto architettonico medievale del borgo antico, fu sede dei mwasadomenicani dal 1325 e, nel corso dei secoli, subì numerosi rimaneggiamenti.
Chiesa di San Bernardo
Di origine trecentesca quale semplice cappella, la chiesa fu ampliata nel mwasmQuattrocento, anche con l'aggiunta dell'abside poligonale e del campanile. Dopo l'insediamento dell'ordine dei minori, la chiesa ebbe un'importante ristrutturazione tra la fine del mwasqCinquecento e l'inizio del mwasuSeicento da Francesco Vincenzo Della Torre e, dopo un crollo, le navate furono ricostruite nel 1766-1767.cite-ref-15[15]
La Castiglia
La Castiglia fu la residenza fortificata dei mwatiMarchesi di Saluzzo, dinastia secolare che giunse a contendere ai Savoia il dominio del mwatmPiemonte. Edificato inizialmente come roccaforte dal marchese Tommaso I tra il 1271 e il 1286 insieme al primo sistema di mura cittadine per sostituire l'antico Castel Soprano, il castello viene ampliato nel corso dei secoli, dotandolo nel tempo di ben quattro torri, bastioni, ponte levatoio e fossato.
Nel corso del XV secolo, a seguito di un favorevole periodo di pace e prosperità, viene trasformato in dimora signorile dal marchese Tommaso III e dal nipote Ludovico II. Nella seconda metà del Cinquecento la Castiglia, estinta la dinastia marchionale, vede un primo declino divenendo sede del presidio militare, nonché sede di autorità governative, ricovero di malati e temuta prigione.
A partire dal 1825, da abbandonata rovina romantica decantata da artisti e poeti, viene riconvertito a carcere, funzione che conserverà fino al 1992. I lavori necessari all'adattamento alle nuove esigenze comporteranno una radicale trasformazione della struttura, con la distruzione di molte decorazioni originali.
Dal 2002 l'agenzia del mwatcdemanio l'ha concessa in comodato al comune di Saluzzo che ha intrapreso un'impegnativa opera di restauro finalizzato a un pieno riutilizzo culturale e sociale. Dove sorgevano gli antichi bastioni vi è ora un'ampia area verde atta ad ospitare spettacoli ed eventi culturali all'aperto. Il vecchio percorso di ronda dell'ex carcere lungo la cinta muraria consente invece di percepire la Castiglia nella sua interezza.cite-ref-16[16]
Dal 2014 la Castiglia è sede di due musei: il mwat0Museo della Civiltà Cavalleresca ed il mwat4Museo della memoria carceraria (primo museo italiano interamente dedicato alla storia del carcere nell'età moderna).cite-ref-17[17] La Castiglia è inserita nel sistema storico-museale dei "mwaumCastelli Aperti" del mwauqBasso Piemonte.cite-ref-18[18]
Torre Civica
Inglobata nella massiccia mole del mwau8Palazzo Comunale, è il simbolo del rinnovamento epocale che vide Saluzzo divenire una piccola ma ambiziosa capitale rinascimentale. Edificata intorno al 1460, è alta 48 metri, con una sommità ottagonale scandita da archi a tutto sesto, sormontata da una cupola aggiunta nel 1556. Ospita la storica campana che per secoli ha scandito la vita della città.
Oggetto di un restauro già nel corso dell'Ottocento, nel 1993 un importante recupero conservativo ha permesso di tornare a salire i 130 gradini per raggiungere la sommità, da dove si può godere un ampio panorama sul borgo antico, sulla campagna circostante e sulla catena delle Alpi Occidentali.
Casa Cavassa
Casa Cavassa è un significativo esempio di dimora signorile rinascimentale. Risalente al XV secolo, fu residenza dei Marchesi di Saluzzo fino al 1464 quando il marchese Ludovico II lo dona al Vicario Generale Galeazzo Cavassa, esponente di una nobile famiglia di Carmagnola.
La facciata presenta cornici in cotto e affreschi arricchiti da decorazioni bugnate. Il ricco portale in marmo bianco con tarsie di marmi policromi incornicia un portone in legno finemente scolpito, mentre il cortile interno riporta un ciclo di affreschi à mwavkgrisaille. Degna di nota è la pala della Madonna della Misericordia ad opera di mwavoHans Clemer. Nell'Ottocento viene acquistata dal marchese Emanuele Tapparelli d'Azeglio che si occupa del restauro e la lascia in dono alla città.
Attualmente l'interno dell'edificio ospita la sede del museo civico e raccoglie un'apprezzabile collezione di arredi d'epoca, nonché molti reperti archeologici e cimeli di mwavwSilvio Pellico, distribuiti in una quindicina di sale.
Casa Cavassa è inserita nel sistema storico-museale dei "mwav4Castelli Aperti" del mwav8Basso Piemonte.
Villa Belvedere
Posta sulla collina, in direzione di mwawiManta, risale al XIV secolo ed è nota anche come villa Radicati. Rappresenta un esempio di dimora rinascimentale nata con funzione di avamposto grazie alla favorevole ubicazione sulla collina.
Nel corso del XV secolo i Marchesi la utilizzarono come casino di caccia ma, alcuni decenni dopo, il marchese Ludovico II la trasforma in residenza nobiliare, per fuggire dall'austerità e dalle scomodità della vicina Castiglia. La villa diviene poi residenza della reggente marchesa di Foix che vi si stabilì definitivamente dopo la morte del marito Ludovico II. Estintasi la dinastia marchionale, nella metà del XVI secolo diviene residenza del governatore mwawqLudovico Birago a cui si deve l'aspetto attuale.
All'inizio del Settecento viene acquistata dalla nobile famiglia Radicati di Marmorito che la conservano pressoché inalterata fino al 1977 anno in cui, per volontà testamentaria, viene donata al comune di Saluzzo.
La villa ha una pianta a croce e si sviluppa su tre piani, coronati da una piccola loggia con decori e beccatelli sui quattro angoli. L'interno dispone di ampi saloni con volte a vela, grandi camini e ali porticate. Di particolare pregio sono gli affreschi raffiguranti mwawgallegorie, mwawkgrottesche e scene di guerra. Dall'ampio parco di impostazione romantica si gode un vasto panorama e si può notare anche il particolare pozzo ricoperto da maioliche colorate.
Villa Belvedere è inserita nel sistema storico-museale dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2022 la popolazione straniera è di 2337, pari al 13,58% della popolazione.cite-ref-20[20]
La comunità ebraica
Saluzzo fu sede, fino alla seconda guerra mondiale, di una fiorente comunità ebraica. A testimonianza della sua storia rimangono la sinagoga ottocentesca, con i suoi arredi originari e il cimitero di via Lagnasco. Il colpo mortale fu inferto però dalle persecuzioni razziali durante la seconda guerra mondiale quando 29 ebrei di Saluzzo (ovvero i due terzi dell'intera comunità) furono deportati e trucidati.cite-ref-21[21]
Cultura
Dal 2021 si svolge la "Festa del libro medievale e antico di Saluzzo"cite-ref-22[22]cite-ref-23[23], manifestazione dedicata alla cultura e storia medievale, in collaborazione con il mwayssalone del Libro di Torino.
Stampa
Le principali mway4testate giornalistiche locali sono:
ORDINE ALFABETICO
mwazeSettimanali
• Corriere di Saluzzo
• La Gazzetta di Saluzzo
• La Pagina (non più in attività)
• Saluzzo Oggi
mwazkMensili
• La Strada (non più in attività)
Cucina
Uno dei piatti tradizionali del comune cuneese è una zuppa di erbette a base di foglie di girasole, luppoli, cicuta, foglie di malva, violette, foglie di ortica, primule, costine, sedano, patate, cipolle e un tuorlo d'uovo crudo aggiunto all'ultimo momento.cite-ref-24[24]
Geografia antropica
Frazioni
Cervignasco
mwaayCervignasco è una frazione di Saluzzo. La frazione, nota soprattutto per la valorizzazione e l'allevamento della gallina bianca di Saluzzo, è la più grande del comune, un tempo anche servita da una scuola elementare.
Castellar
Comune autonomo fino al 31 dicembre 2018, mwaakCastellar è stato incorporato a seguito del referendum del 15 luglio 2018.
Economia
Artigianato
Per quanto riguarda l'mwaa0artigianato, importante è la lavorazione locale del legno, finalizzata soprattutto alla produzione di mobili, tra i quali si distingue il tipo saluzzese, caratterizzato da uno stile composito.cite-ref-aci-25-0[25]
Industria
Nel territorio è presente la mwabqSedamyl, azienda leader nella produzione di amidi, dolcificanti, proteine e alcol. È presente la mwabucentrale idroelettrica di Santa Caterina.
Infrastrutture e trasporti
Ferrovie
La mwabkstazione di Saluzzo è posta lungo la mwaboFerrovia Savigliano-Saluzzo-Cuneo, inaugurata nel mwabs1857 e prolungata da Saluzzo a Cuneo nel mwabw1892.
La linea ferroviaria è attiva ed è operata con treni di mwab4Arenaways
Fra il mwaca1884 e il mwace1986 la stazione fungeva altresì da capolinea della mwaciFerrovia Airasca-Saluzzo.
Tranvie
• mwackTorino (1882-1950)
• mwacsCuneo (1880-1948)
• mwac0Revello e Paesana (1881-1935)
• mwac8Cavour e Pinerolo (1882-1935)
Mobilità urbana
I trasporti urbani e interurbani di Saluzzo vengono svolti principalmente con autoservizi di linea gestiti da mwadiBus Company articolati su due linee urbane, una attiva tutto l'anno, e l'altra solo nel periodo scolastico. La città è anche servita nei collegamenti con i comuni limitrofi e mwadmTorino dalle società Allasia di mwadqSavigliano, e Sav di mwaduVillafalletto.
Il tratto della S.P. 662 (Roreto - Saluzzo) che va da Savigliano a Saluzzo, di 16,2mwadc km, completamente pianeggiante, contiene un rettilineo che, con i suoi 13,8mwadg km, è uno dei più lunghi d'Italia su strada extraurbana, non considerando quelli autostradali né quelli ferroviari.
Amministrazione
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 11 marzo 1988 | 13 luglio 1990 | Marco Piccat | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 26 ] |
| 13 luglio 1990 | 27 gennaio 1993 | Marco Piccat | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 26 ] |
| 25 febbraio 1993 | 4 novembre 1993 | Enrico Cornaglia | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 26 ] |
| 10 dicembre 1993 | 24 aprile 1995 | Roberto Reali | Partito Repubblicano Italiano | Sindaco | [ 26 ] |
| 8 maggio 1995 | 28 giugno 1999 | Giovanni Greco | popolari-civica | Sindaco | [ 26 ] |
| 28 giugno 1999 | 28 giugno 2004 | Stefano Quaglia | centro | Sindaco | [ 26 ] |
| 28 giugno 2004 | 22 giugno 2009 | Paolo Allemano | centro-sinistra | Sindaco | [ 26 ] |
| 23 giugno 2009 | 27 maggio 2014 | Paolo Allemano | centro-sinistra | Sindaco | [ 26 ] |
| 27 maggio 2014 | 11 giugno 2024 | Mauro Calderoni | centro-sinistra | Sindaco | [ 26 ] |
Gemellaggi
Sport
Calcio
Ha sede nel comune l'mwahmAssociazione Calcio Sportiva Dilettantistica Saluzzo: fondata nel 1901, che vanta quale maggior successo alcune partecipazioni alla mwahqSerie C. Altra compagine calcistica cittadina è la A.S. Olimpic Saluzzo 1957, mai spintasi oltre le divisioni dilettantistiche regionali.
A Saluzzo è inoltre presente la squadra di calcio femminile SC Musiello 1990 che disputa il campionato di Serie B dalla stagione 2014/15.cite-ref-27[27]
Basket
Rugby
Pallavolo
Atletica leggera
Dal mwaio2002 ha sede in città la scuola mondiale di marcia, creata dai fratelli Damilano in collaborazione col comune e la mwaisFederazione Italiana di Atletica Leggera. Presso questo centro sportivo si preparano per le competizioni atleti italiani e stranieri di fama internazionale.
Fitwalking
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con decreto del capo del governo del 9 marzo 1935.cite-ref-29[29]
Lo stemma della Città di Saluzzo è costituito da uno mwajsscudo ovale diviso orizzontalmente a metà con la parte superiore di colore mwajwazzurro e la parte inferiore di colore mwaj0argento. Al di sopra del tutto è presente una lettera mwaj4S costituita da due mwaj8delfini che mordono un mwakapomo. Lo scudo è timbrato da una mwakecorona mwakimarchionale, circondato da un ramo di mwakmolivo e da uno di mwakqpalma mwakudecussati.
Il mwakcgonfalone è un drappo troncato d'azzurro e di bianco, riccamente ornato di ricami d'oro.
Note
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Voci correlate
• mwa0iMarchesato di Saluzzo
• mwa0qMarchesi di Saluzzo
• mwa0yComunità ebraica di Saluzzo
• mwa0gCircondario di Saluzzo
• mwa0oStazione di Saluzzo
• mwa0wAssedio di Saluzzo (1336)
• mwa04Assedio di Saluzzo (1487)
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
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• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Saluzzo
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.saluzzo.cn.it.
• citereftreccani-itSaluzzo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaPiero Landini, Anna Maria Brizio, Tammaro De Marinis e Armando Tallone, SALUZZO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
• citerefsapere-itSaluzzo, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Saluzzo, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.